1…2…3…ZAZIE!

Buon pomeriggio a tutti quanti!

Il titolo a questo post sembra un incantesimo, ma in realtà è un modo simpatico per introdurre un altrettanto simpatico social network: per noi libridinosi infatti, è nato Zazie, “il social network che ti permette di creare la tua libreria virtuale, commentare e condividire con altri le recensioni ai libri veri che hai”. Credo sia nato già da un po’, ma se come me non ne eravate a conoscenza, continuate a leggere e vediamo di scoprire qualcosina di più!

Zazie è, appunto, un social network in cui i protagonisti sono i libri e la nostra passione per gli stessi; sinceramente, mi piace molto più di Anobii: lo trovo molto più “solare”, simpatico e accattivante.

Mi sono iscritta ieri e vi racconto quel poco che ho capito 🙂
Per ogni libro che aggiungete alla vostra libreria, avete la possibilità di esprimervi con due “mood” (che io chiamerei anche etichette), ovvero semplici faccine colorate che esprimono se il libro da voi letto fa dormire, è per innamorati, da consigliare, è da brividi, stupefacente, ecc.; Senza titolo-1i mood sono utili agli utenti che ancora non hanno letto i libri della vostra libreria, per capire quando e in che stato d’animo prendere in mano un testo piuttosto che un altro. In più, con altre due immaginette chiamate CDQ (Come-Dove-Quando), potrete dire se secondo voi quel libro è più adatto da leggere in state, autunno, inverno, di notte, di giorno, sul tram, al lavoro, al mare, in bagno, ecc. Naturalmente, per ogni libro è possibile scrivere una recensione, aggiungere delle note personali (ovvero che -credo- restano come promemoria per voi) e indicare se è in lettura, se l’avete abbandonato, finito, se è da consultazione, non l’avete ancora iniziato o se lo volete .

Ultima cosina: i badge! Non saprei tradurvi letteralmente che cosa sono i badge su questa piattaforma, però mi sto divertendo a collezionarli! 😛 ne ho ricevuto uno perchè mi sono iscritta, uno per aver deciso di seguire la mia prima persona, uno per aver aggiunto 10 mood ed un altro per averne aggiunti 30. Sono come dei gagliardetti, delle etichettine colorate che vi premiano; ripeto, non conosco ancora che funzione abbiano, ma mi diverte davvero troppo cercare di ottenerne!

Penso di aver finito 🙂 devo ammettere che l’idea che sia possibile organizzare i libri in base alle sensazioni che questi suscitano mi piace molto, anche se naturalmente tutto è soggettivo. Tuttavia, sono state l’originalità e la grafica accattivante a rapirmi subito: anobii, per esempio, non mi piaceva molto; e goodreads, tutto in inglese, mi dava un gran nervoso. Che io abbia trovato la mia dimensione? Magari sì 😛 spero che sarà anche la vostra (dimensione, intendo): venite a scoprire un social network  pratico e assolutamente da frequentare.

Che dire? Mi auguo di aver suscitato un po’ di curiosità in voi! Nel caso in cui decideste di iscrivervi, mi raccomando: io sono ladytomby …seguitemi!!

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Tanta fretta e pochissimo tempo

Ciao a tutti cari! Oggi il tempo proprio mi scappa via e ho ancora un miliardo di cosette da fare! Quindi vi lascio con una cosa carinissima, ovvero l’immagine che ho scelto per fare il mio personalissimo bigliettino d’auguri alla mia amica che si sposa dopodomani… ♥

Mi piace che i miei biglietti siano originali non tanto per la scelta delle immagini, che spesso si trovano ovunque, ma per “l’assemblamento”: infatti io adoro costruire il più possibile. E per il matrimonio sto proprio facendo questo: costruendo un biglietto d’auguri. Perchè, per come la vedo io, le persone a cui voglio davvero bene meritano il mio tempo e che io mi impegni a fare qualcosa per loro.

Scusate, ma ora scappo! A domani!

L’immagine che userò per la “copertina” del biglietto: naturalmente, non sarà solo questa, ma sarà circondata da un decoro che farò a mano.

Piccoli piaceri antistress

Oggi non mi va di dedicarmi ai libri, anche se è scontato che come antistress, i libri sono sempre perfetti; ovviamente per me.
Più che altro ho pensato di selezionare 7 consigli, piccoli e semplici, che però potrebbero aiutarvi anche a vivere meglio le giornate e ad affrontare meglio i problemi; alcuni di questi mi toccherà anche provarli, perché se non dò di matto in questi giorni, non darò mai più: il lavoro sembra essere sempre più sfuggente (in generale, il mio rapporto col mondo del lavoro non è mai stato idilliaco), la mia “operazione-dieta” mi sa che fallirà miseramente e la mia testa è in tilt a causa dei mille e più pensieri che la affollano, provocati da piccoli e grandi problemi. Che caos! Toccherà far tesoro di ciò che ora andrò scrivendo….


Cherries

1. MANGIAR CILIEGIE, GUSTANDOLE UNA AD UNA
Sedersi in tutta tranquillità a mangiar ciliegie, una dopo l’altra, in un momento di tranquillo goloso relax ci fa tornare un po’ bambini. Ogni ciliegia è così diversa: le durone Anella hanno polpa croccante, le Ferrovia sono succose, le Vignola dolcissime, le amarene si sciolgono in bocca, acidule, profumate. Le ciliegie, oltretutto, sono diuretiche, un po’ lassative, alleviano la gotta e i dolori reumatici e contengono vitamina A, B1, PP e C. Mangiar ciliegie…ecco un momento relax che fa davvero bene!


Be grateful

2. PROVARE GRATITUDINE PER LE PICCOLE COSE
Una vita piena e bella è caratterizzata dalla mancanza di paura, dallo stupore, dall’incanto, dalla gioia. Quella che si provava da bambini a rotolare da un pendio erboso, a tuffarsi nelle onde. Da adulti una grande chiave per ritrovare la stessa gioiosa intensità è la gratitudine. Gratitudine per tutte le persone che ci hanno aiutato, incoraggiato, amato; gratitudine per le piccole cose: la fioritura profumata di una pianta, il sorriso di un bambino, un buon pane, un grazie… Pensarci rasserena.


Diario segreto

3. SCRIVERE UN QUADERNO SEGRETO
Nell’era del computer scrivere a mano su un prezioso quaderno, scelto con cura, è riscoprire un piacere profondo e molto intimo. Il gesto della mano che scrive, srotola e rende più chiari i pensieri creando spazio e calma nella mente. Il quaderno segreto può contenere il diario delle proprie emozioni o proprie frasi poetiche, annotazioni, pensieri, liberando la voglia di sperimentarsi.
Se ne può fare un rilassante rituale quotidiano, un momento di ritorno a se stessi che aiuterà a capirsi meglio.


Profumo lillà4. RESPIRARE IL PROFUMO DELLE ROSE E DEI LILLÁ
Quando sentiamo un aroma, le terminazioni nervose poste nel naso (più di dieci milioni) inviano un messaggio al sistema limbico che presiede alla memoria e alle emozioni, poi all’ipotalamo, che regola il sistema ormonale. Per questo i profumi agiscono sull’equilibrio emotivo e psichico e sono capaci di alleviare l’ansia, la tristezza e lo stress. Quello della rosa regala armonia, apertura del cuore, ispirazione artistica, quello del lillà porta a sviluppare l’intuito. Da respirare a fondo, a lungo.


Nuvole5. GUARDARE LE NUVOLE, IL CIELO
Alzare gli occhi da terra, dalle incombenze quotidiane, guardare le nuvole che si spostano leggere è un rilassante piacere troppo spesso dimenticato. Sono così affascinanti le nuvole che si potrebbe stare ore a guardarle. Si può imparare quali portano la pioggia (i nembo-strati, scuri e alti), quali annunciano un cambio di tempo (i cirro-strati, che si sfilacciano in lungo), ma soprattutto si può liberare la fantasia, scoprire immagini dietro le loro forme mutevoli, farsi emozionare dalla loro bellezza.


Respirare con la pancia6. RESPIRARE MORBIDAMENTE CON LA PANCIA
Un respiro tranquillo calma la mente, dà pace, rasserena. Per trovarlo, basta stendersi con un cuscino sotto le ginocchia e le mani sul ventre osservando che quando l’aria esce dal naso la pancia si abbassa, quando entra un po’ si dilata, anche verso i fianchi. Guardando così il respiro per una decina di minuti, sentendo l’energia delle mani che rende caldo e morbido il ventre, si entra in un profondo, piacevole relax molto riposante, capace di allontanare anche eventuali dolori di pancia e stomaco.


Sunset7. GUARDARE IL TRAMONTO, IN SILENZIO
Comunicare i propri pensieri a chi ci è caro è necessario, importante, vitale. Però condividere il silenzio è altrettanto bello. Sedersi con una persona cara accanto a guardare un rosso tramonto in silenzio è un’esperienza profonda, risanatrice.
Rimane importante coltivare la capacità di godere a pieno, insieme, della bellezza preziosa che la natura ci regala, senza dover andare con le parole a ricordare avvenimenti passati, senza affaticarsi a pensare a cosa si farà dopo. Insieme, essere pace.

Non voglio aggiungere altro, per non rovinare questi (a mio parere) bei consigli.
See you soon!

Editoria “verde”

Al Salone Internazionale del Libro di Torino, mi sono imbattuta in alcuni stand di Greenpeace. Qui ho avuto modo di prendere e leggere con attenzione il volantino che condivido qui di seguito con voi.

Ecofriendly1

Ecofriendly2

Che ne pensate? Io trovo inaccettabile che certe case editrici non stiano nella categoria “Amici delle foreste”; o almeno “Sulla buona strada”. Non voglio fare la paternale a nessuno, sia chiaro; però, se penso che io nel mio piccolo cerco per lo più di fare scelte eco-sostenibili e poi vedo che grandi case editrici con introiti decisamente superiori ai miei non si sforzano poi molto…se permettete, le scatole mi girano. Io dico: se fai scelte, per così dire, “verdi”, che sostengono l’ambiente…non ti senti migliore? E soprattutto, non pensi che la tua reputazione migliori in maniera esponenziale? Non voglio fare la moralista ecologica del cavolo, ma penso che basti davvero poco per aiutare il nostro pianeta…perché ostinarsi a non farlo?!

Sperando di avervi lasciato uno spunto per le vostre riflessioni, mi auguro che vorrete condividere con me i vostri pensieri. Nel frattempo vi saluto e ci “sentiamo” domani con ottimi consigli per rilassarsi….. =)

Primavera & rinnovo: casa, vita…e me.

Buondì, lettori.
Ieri abbiamo dato il benvenuto alla primavera: finalmente! Nonostante io trovi questa stagione assai ingannevole, sono contenta perchè adoro i fiori e l’aria frizzante di queste giornate. Di solito quando arriva primavera cerco di rinnovare qualcosa…quindi ci ho pensato un po’ e ho stilato un breve elenco.

In camera mia: voglio mettere una nuova libreria, perchè ormai quella che ho è piena e la mensola sopra al letto rischia di uccidermi, crollandomi addosso la notte (da quanto è stra-piena di libri!)
Più che un rinnovo vero e proprio, si tratterebbe di una necessità; che comunque, alla fin fine, andrebbe a rinnovare il look del mio regno.

Nella mia vita: voglio mettere ordine, cercare un lavoro a casa mia (io sono di Como, ma per motivi sportivi ora vivo a Parma) e probabilmente smollare un po’ l’attività cestistica; sono idee che mi frullano in testa da un sacco e penso sia giunto il momento di “far entrare un po’ d’aria fresca” in questa vita, mettendole in atto.

In me: voglio tagliarmi i capelli, di quei tagli epici che tutti notano; e voglio dimagrire, assolutamente. Per ultimo, devo ripassarmi il tatuaggio sulla spalla: un drago sbiadito non piace a nessuno, a me meno ancora.

Mettiamola così: siamo in Quaresima e questa è la mia lista di fioretti/obiettivi da raggiungere!

Auguri a tutti i babbi…ma un po’ di più al mio

Cari tutti,

spero vogliate perdonare la mia latitanza, ma impegni sportivi, problemi personali nonché (gravi) problemi mentali (quelli sempre) stanno mettendo a durissima prova la piccola me.

Non avendo ispirazioni librose da condividere con voi, oggi parlerò brevemente del mio babbo, noto come “il paparaino”.

Babbo Oscar, per chi non lo conoscesse, è il mio mito personale: è un uomo fondamentalmente molto buon, ma vi consiglio vivamente di non toccare me e mamma e di non tradire la sua fiducia…altrimenti, per dirla vogarmente, “sono cazzi amari”. Diventa irriconoscibile e piuttosto cattivo.

Babbo possiede una dote naturale che apprezzo molto che è quella di distruggerti con le parole. Quando ero piccina e mi meritavo un sacco di sberlotti, lui non ha mai alzato un dito: ma vi giuro che a parole sapeva ESATTAMENTE come farmi male; grande dote che ho parzialmente acquisito…e ne vado fiera.

Ora che è un po’ invecchiato, il mio paparaino ha messo su un po’ di sotanza sulla pancia, che lui definisce “la tartaruga rovesciata”; io la definisco “la sfera di cristallo”, ma sono punti di vista. Gli piace mangiare, al mio vecchio. E la (s)fortuna vuole che sia io che mamma siamo delle buone cuoche (mamma eccellente, a dirla tutta)…quindi lo rimpinziamo di manicaretti.

E poi che dire? Mi vuole un bene dell’anima. Questo riassume quanto meraviglioso sia il mio babbo, pregi e difetti compresi. Anche se a volte è un po’ ripetitivo e un po’ rompipalline, lo so che lo fa solo perchè tiene a me, alla mia salute. E vuole solamente il meglio per me.

É col pensiero del mio babbo nel cuore che faccio, a tutti i babbi del mondo, tanti auguroni per questa loro festa. Sperando che tutti siano meravigliosamente speciali come lo è il mio; e che tutti/e i/le figli/e li amino tanto quanto io amo il mio.

Il mio bel puccioso paparaino ♥

Usanze: il vudù (ovvero ricordi della mia maturità)

Il culto vodu si interessa, oltre che alle forze della natura, anche ad altre entità sovrannaturali, come gli antenati, i mostri ed altri animali.
Per mostri, a parte quegli “animali mitologici”, si intendono anche tutti quegli esseri umani che hanno malformazioni fisiche o dei disturbi psichici.
Questa è una caratteristica peculiare del culto vodu: quella di non estraniare gli esseri umani con problematiche di tipo fisico o psichico, ma anzi  di elevarle ad un livello sovrannaturale e pertanto rispettarle ed amarle molto di più rispetto agli altri esseri viventi (fin tanto che sono in vita) e divinizzarle al momento della loro morte.
In un certo senso, è possibile affermare che dopo la loro morte e conseguente divinizzazione, si instaura un rapporto di amore e dedizione tanto vigoroso quanto immortale.

Il Vudù (dal termine africano vodu, che letteralmente significa “spirito”, “divinità”, o ancor più letteralmente “segno del profondo”), è una religione afroamericana che riunisce in sé funzioni religiose già esistenti in altri culti ed è caratterizzata da caratteri fortemente misteriosi. La si ritiene generalmente come una delle religioni più antiche al mondo, nata tra il 1600 e il 1700 dalla fusione della religione cristiana portata dai missionari e della religione animista portata in America dagli schiavi neri. Questo culto nacque infatti pressoché contemporaneamente in America latina e in Africa occidentale. La religione vuduista attuale combina infatti elementi ancestrali estrapolati dall’animismo (religione o pratica di culto nella quale vengono attribuite qualità divine o soprannaturali a cose, luoghi o esseri materiali) tradizionale africano che veniva praticato prima del colonialismo, con concetti tratti dal Cattolicesimo. Oggi il Vudù ha acquisito il privilegio di essere riconosciuto come religione ufficiale in Benin e ad Haiti dove è praticato dall’intera popolazione, contemporaneamente alla religione cattolica. Il Vudù ha attraversato tre secoli di persecuzioni e manipolazioni, in particolare da parte della Chiesa cattolica; è stato fortemente screditato e sono state molte congetture e disinformazioni che ne hanno portato una generale visione decisamente distorta. Al contrario di come comunemente si ritiene, il Vudù è una religione a tutti gli effetti, non un fenomeno legato alla magia nera.
La religione vodu è stata a lungo repressa e demonizzata. Purtroppo, i luoghi comuni ed i fantasmi del passato sono ancora percettibili. Basti pensare all’idea che il mondo occidentale ha del culto vodu, ossia di una bambola di pezza rassomigliante una persona non gradita, infilzata successivamente con degli aghi in modo tale da provocarle dolore; ma il culto vodu non è questo. Purtroppo, quando il mondo dell’informazione parla del culto vodu, rimanda sempre a concetti quali: satanismo, cannibalismo, stregoneria, sortilegi e distruzioni.
Fortunatamente, alcune persone colgono nella sua interezza il significato che la religione vodu ha per il suoi fedeli e che importanza ha per i luoghi dove esso viene praticato.
Secondo alcune popolazioni africane:

  • “Il vodu è anzitutto un legame, una relazione, una vita al modo degli antenati.”
  • “Ovviamente, il vodu non è soltanto quello, è molto più complicato ed impercettibile, è anche relazione e legame col tempo, la natura e l’universo.”

Al tempo stesso, il vodu, secondo altri studiosi è armonia delle forze della natura al servizio della verità e della giustizia. […]

Oggi sono persa nei ricordi…in particolare, sono andata indietro di tre anni e sono tornata alla mia maturità. Per caso cercavo alcune cose nel mio pc e mi sono imbattuta nella mi tesina; così l’ho aperta e ho cominciato a rileggerla. Mi sono persa a pensare ai mesi che ho impiegato per farne una sensata e particolare, qualcosa che la commissione non avesse mai visto.
Mi è piaciuto tanto farla e studiarla, erano argomenti che mi interessavano e mi prendevano molto.
Quello sopra è solo un piccolo estratto di una parte che mi aveva catturata particolarmente.

Un unico appunto: peccato che nella commissione, nessuno se la sia (permettetemi il francesismo) cagata.

Internet ci rende schiavi…o siam bravi a schiavizzarci da soli?

Poco fa stavo sfogliando una rivista che magari conoscete: si chiama “Leggere:tutti”. Inizio a girare le pagine e, come un po’ per tutte le riviste, la prima cosa su cui mi soffermo è l’editoriale; qui, mi trovo ad affrontare un discorso che io e il mio amico Cervello avevamo già affrontato insieme, anche se non in maniera così approfondita: riappropriarci del nostro presente e rendere migliori le nostre giornate.

Potremmo iniziare con lo spegnere il cellulare in alcune fasce orarie, quando abbiamo necessità di stare con noi stessi o con persone care e non vogliamo farci distrarre dagli stacanovisti del chiacchiericcio telefonico. E non fermiamoci qui, facciamo un uso corretto della televisione, ma anche di internet, dei link, dei social network, dello shopping online, delle chat, dei messenger, della posta elettronica. Non permettiamo che le nuove tecnologie profittino delle nostre debolezze. Emancipiamoci dalla schiavitù. Difendiamoci dalla quantità enorme di mail spazzatura, dagli spioni informatici, dagli invisibili saccheggiatori dei nostri pensieri e della nostra privacy. Non facciamoci intrappolare dal turbinio di byte e gigabyte, non diventiamo pedine di un gioco fdi scacchi dei motori di ricerca e dei social media, che si contendono territori non più inviolabili per insediare e loro start-up.
[…] E nessuno ci consideri asociali perchè vogliamo difenderci dall’ammucchiata planetaria e rimettere un po’ di distanza tra noi e il resto del pianeta virtuale, da quel mondo diventato villaggio globale.

Queste poche righe mi hanno aperto gli occhi, più di quanto non abbia fatto il discorso fra me e il sopracitato amico. Allora stop, un attimo: televisione è ok, non ne faccio un largo uso; ma internet e affiliati? Beh, sì. Anche perchè praticamente ci lavoro.
Però, da un po’ di tempo a questa parte, ho imparato a dire “basta”, a staccarmi da internet per fare altre cose: leggere, in primis (e da quando ho messo equilibrio tra il tempo dedicato al mondo di internet e il tempo dedicato ai libri, mi sento un’altra persona!), e poi scrivere, graficare (che mi rasserena come poche altre cose), stirare senza impilare montagne di vestiti alte come l’Everest, fare qualche torta in più, uscire a fare quattro passi tutti i giorni (che sia per fare un po’ di spesa o per il semplice gusto di vedere il mini-mondo concentrato nella mia città)….
Che magari tutte queste cose sono cavolate, per qualcuno di voi; ma per me, da quando sono riuscita a “darmi un contegno”, sono il giusto antidoto alle giornate no. Certo, quelle ci sono e ci saranno lo stesso, non è che il mondo cambia perchè si sta meno su internet! Però…però mi sento migliore.
Ma nonostante questo, credo di avere ancora molta strada da fare.

Ormai il computer è una specie di appendice del mio corpo, ed è un qualcosa di cui non posso fare a meno; non è così solo perchè io ne sento il bisogno, ma perchè ormai, nella società moderna, il computer è utile per qualunque cosa!

Per non parlare “dell’indispensabilità” internet poi…ad esempio, compri una scatola di acciughe e leggi: vai su http://www.acciughilandia.pesce e scopri com’è nata, cresciuta, morta e risorta l’acciuga che stai mangiando!
Oppure compri una macchina e ti dicono di registrarti al sito http://www.brumbrum.auto per ricevere periodicamente degli sconti per la manutenzione della tua automobile…e tu che fai, non ti registri? Quando si sente la parola sconto, regalo, gratis, ecc ecc. siamo tutti lì, pronti ad arraffare l’arraffabile. Comprensibile, ok; ma è anche questo che, col passare del tempo, ha contribuito ad alimentare la nostra dipendenza da interne. Sono solo esempi sciocchi, si potrebbero dire migliaia di cose!

Tuttavia, ammetto anche che internet ha i suoi vantaggi: ad esempio ho scoperto delle ricette niente male! Scherzi a parte, puoi trovarci di tutto: dai moduli che ti servono per una qualsiasi operazione all’offerta più vantaggiosa sull’acquisto di libri, vestiti e quant’altro; dai siti di informazione alle notizie su come creare una bomba fatta in casa (ok, cancellate l’ultima affermazione).
In sintesi, internet è un pozzo senza fondo di notizie, informazioni, ca****e, ispirazioni, immagini, ecc.

Solo che, ormai, lo vedo come una medicina: può causare effetti indesiderati, tenere fuori dalla portata dei bambini. Prima dell’uso leggere il foglio illustrativo. In caso di sovradosaggio, consultare un medico.
Siamo parecchio intossicati: purtroppo o per fortuna? Dipende dai punti di vista, certo. Ma diminuire un po’ il dosaggio non sarà poi così traumatico/drammatico, no?

Noi che non siamo nativi-digitali concediamoci, nella nostra quotidianità, un po’ di spazio per liberare la nostra mente dalle tossine che rischiano di avvelenarla.
Svaghiamoci, recuperiamo il nostro umore migliore facendoci incantare dalla natura (un’occasione per guardare dentro noi stessi) con una passeggiata al Valentino, al Parco della Favorita o a Villa Borghese: partendo dal laghetto e andando, oltre il Pincio, fino a Trinità dei Monti, da dove si possono “ammirare tre quarti di Roma, mentre di fronte, dall’altro lato della città, s’innalza maestosamente la cupola di S. Pietro” [Stendhal, Passeggiate romane, Garzanti]
Coloro che vivono altrove rispetto a questi luoghi ne conoscono altri ugualmente belli e altri ancora ne potranno scoprire percorrendo e osservando la propria città in un tranquillo trekking urbano, contenti di non essere rimasti imprigionati nel web.

Ora chiedo a voi…che ne pensate?
Dite la vostra!