Recensione di un libro che è come un caffé: corto ma intenso!

Salve a tutti! Mi sono ritrovata ad interrompere la lettura di American Gods di Gaiman per un libro che chiamerò…pausa caffè 😉
Buona lettura della recensione a tutti!
Ps. vi ricordo che se cliccate sull’immagine, verrete reindirizzati alla recensionesu qLibri =)

Dunque, l’acquisto di questo libro è stato pressoché casuale. Ieri sera (27/10/’12) mi sono ritrovata ad assistere ad un incontro con Andrea Vitali: non lo conoscevo come autore (Galeotto fu il collier so esser suo, ma non mi sono mai particolarmente interessata, non ritenendolo il mio genere) e quindi la mia presenza all’evento è stata pura curiosità.
Vitali si è dimostrato da subito una persona molto simpatica, in grado di grande empatia col suo pubblico; mi sono trovata così cioinvolta dai suoi frizzantissimi aneddoti, la maggior parte dei quali usati all’interno dei suoi romanzi.
Ma ad attirarmi veramente, ad un certo punto, è stata la domanda di una signora del pubblico:
«Da dove le è venuta l’idea per “Pianoforte vendesi”? Un libro così distaccato dal suo solito genere eppure così bello?»
É stato amore.
Se fino a quel momento avevo deciso di provare ad acquistare “Olive comprese” e provare a leggerlo, quella domanda ha fatto scattare in me l’irresistibile desiderio di possedere “Pianoforte vendesi”; oggi ringrazio il mio io interiore che mi consiglia quasi sempre nel modo giusto 😉

Il Pianista è un ladro professionista, così chiamato a causa delle sue belle mani dalle dita lunghe e affusolate; è la notte dei Re Magi a Bellano e in occasione della festa egli pensa di riuscire ad arraffare qualche soldo, qualche orologio da taschino e qualche altro oggetto di valore. Ma il Pianista non ha fatto i conti col tempo; e con la casa con fuori esposto il cartello “Pianoforte vendesi”. Una casa apparentemente disabitata e quindi probabilmente ricca di oggetti da poter rubare; una manna dal cielo, dato che il maltempo rovina la festa, ai bellanesi e al Pianista.
Così il ladro entra in questa casa, ma non è solo: una dolce, anziana signora, vi dimora. Un’anziana con un unico grande amore: la musica.
Una storia molto dolce e molto carina, con un po’ di suspance e un po’ di mistero. Il tutto concentrato in sole 88 pagine, che io personalmente ho letto in meno di quaranta minuti. Molti potrebbero dire che la brevità sia il punto debole di questo libro; io non sono d’accordo, in quanto più pagine avrebbero solamente “allungato il brodo”. Così, invece, la storia è densa, quasi frenetica; una meraviglia.
Qualcuno magari può pensare che questo racconto non abbia un senso; e ci può stare. Ma perchè, una storia deve per forza avere un senso? Io sono dell’idea che un racconto (o romanzo, ecc) possa esser scritto per il puro piacere di farlo, per il puro piacere di raccontare una storia, appunto. Diaciamocela giusta: quanti romanzi vengono scritti senza avere un vero senso?! Raccontano una storia, magari portano il lettore in un altro mondo e lo fanno viaggiare con la fantasia; ma non necessariamente devono avere un senso, qualcosa che si possa definire “un insegnamento”!
A me, questo racconto è piaciuto molto: ho apprezzato lo stile di Vitali, da leggere con attenzione a causa della numerosa punteggiatura; non per questo però ho avuto difficoltà, anzi la lettura è scorrevole e accattivante. La storia raccontata è davvero molto carina, mi è piaciuta la sua originalità e, sinceramente, mi ha lasciato una piccola grande emozione.
Consigliato!