Ricominciamo: recensioni del nuovo anno!

Buongiorno!

É da tanto, tantissimo tempo che non pubblico sul mio blog! Innanzi tutto, colgo l’occasione per fare a tutti indistintamente tanti cari auguri di buon anno nuovo, sperando che abbiate passato le feste nel migliore dei modi 🙂

Mi ritrovo qui ancora a condividere con voi le mie recensioni di povera ragazza che non sa nulla di esse, ma che prova costantemente a scriverle…

Ma presto, questo blog mi sarà utile anche per condividere un mio piccolo progetto personale che non ha nulla a che vedere con i libri, ovvero La Bottega di una Lou; non vi anticipo nulla, ma se volete venire a visitarmi vi accoglierò calorosamente!

Dunque, passiamo alle cose importanti…le recensioni! Rispetto a quelle che ho già pubblicato su qLibri, sono un pochino indietro: piano piano cercherò di mettermi in pari ^_^

Vi auguro una buona lettura e mi auguro che col nuovo anno riuscirò a trovare più tempo (e quindi più costanza) nell’aggiornare questo piccolo spazio nel megamondo di internet…. ♥

TEMPI TERRIBILI di SERGIO L. DUMA

Dunque…forse per la prima volta ho serie difficoltá nel cominciare una recensione. Non perché questo romanzo non mi sia piaciuto, tutt’altro! Ma perché fare un riassunto quantomeno comprensibile di questa trama….mi risulta impossibile. O meglio: impossibile fare un riassunto che non mi faccia sembrare pazza. E questo é “Tempi terribili”: un romanzo pazzo, psicopatico e psicotico, mozzafiato e psichedelico.

Premettendo il fatto che non mi sono mai drogata (meglio puntualizzarlo!), “Tempi terribili” é un po’ come farsi una pista di coca…o forse di LSD? (Ammesso che di quest’ultimo ci si possa fare una pista; come dicevo, non sono un’intenditrice :P)
“Tempi terribili” è cosí; assolutamente fuori di senno: una trama incredibilmente contorta, un romanzo sessualmente disinibito (e basta leggere il primo capitolo per capirlo); tutto in “Tempi terribili” é, per usare un eufemismo, “fuori dalla divina grazia”…insomma gente, diplomaticamente direi che questo romanzo é una bomba. Piú terra a terra, mi esprimo con «É una gran figata!».

Personaggi fuori dall’ordinario e che non hanno nulla in comune, si trovano invischiati in un unico vortice frenetico di avvenimenti che li (e vi) lascerá senza il tempo di respirare e capire.

Un romanzo pazzesco.
A metá ero un po’ infastidita dal ripetersi di «sono arrivati i tempi terribili» e simili; ma poi…qualcosa ha iniziato a prender forma. Un’idea. E quell’idea si è insinuata nella mia mente, cominciando a farmi temere questi tempi terribili. E poi…e poi volevo saperne di piú, sempre di piú. Mi sembrava di capire cosa c’era sotto, ma non afferravo del tutto quell’idea che mi stavo facendo e che mi stava “intrippando” il cervello.

Lo stile dell’autore mi é piaciuto molto; la lettura é scorrevole e complicata allo stesso tempo.
Un unico, piccolissimo appunto lo devo fare per la mancanza di qualche spaziatura quando cambia il personaggio di cui si parla; o almeno, questo é l’appunto che avrei fatto quando ero ancora nella prima metá del romanzo.
Ora, ho come il sospetto che la mancanza di spaziatura sia dovuta alla volontá dell’autore di creare ancora piú caos. Geniale!

Vi lascio con un paio di citazioni…super 🙂

“Si vede che vorrebbe portarsela a letto e lei ci starebbe pure. Non é la Venere Supersonica? E la Venere Supersonica é tosta e disinibita. La disinvoltura sessuale é parte del personaggio, no? Oddio, ora tanto tosta e disinibita non si considera, peró. Colpa di quel cazzo di Gesú Cristo.”
[e qui la sottoscritta, dopo una grassa risata, ci ha aggiunto un bell’«amen»]

“Fatima Kamikaze é l’amichetta che fa per voi! Per meglio far emergere i vostri sani, divertenti, esagerati, piccoli istinti terroristici! Disponibile in tutti i negozi! Uccidete mamma e papá con Fatima Kamikaze!”
[…..ahahah!]

Ecco alcuni esempi di quanto pazzo sia “Tempi terribili”.
Lo adoro.

Recensione di un libro che è come un caffé: corto ma intenso!

Salve a tutti! Mi sono ritrovata ad interrompere la lettura di American Gods di Gaiman per un libro che chiamerò…pausa caffè 😉
Buona lettura della recensione a tutti!
Ps. vi ricordo che se cliccate sull’immagine, verrete reindirizzati alla recensionesu qLibri =)

Dunque, l’acquisto di questo libro è stato pressoché casuale. Ieri sera (27/10/’12) mi sono ritrovata ad assistere ad un incontro con Andrea Vitali: non lo conoscevo come autore (Galeotto fu il collier so esser suo, ma non mi sono mai particolarmente interessata, non ritenendolo il mio genere) e quindi la mia presenza all’evento è stata pura curiosità.
Vitali si è dimostrato da subito una persona molto simpatica, in grado di grande empatia col suo pubblico; mi sono trovata così cioinvolta dai suoi frizzantissimi aneddoti, la maggior parte dei quali usati all’interno dei suoi romanzi.
Ma ad attirarmi veramente, ad un certo punto, è stata la domanda di una signora del pubblico:
«Da dove le è venuta l’idea per “Pianoforte vendesi”? Un libro così distaccato dal suo solito genere eppure così bello?»
É stato amore.
Se fino a quel momento avevo deciso di provare ad acquistare “Olive comprese” e provare a leggerlo, quella domanda ha fatto scattare in me l’irresistibile desiderio di possedere “Pianoforte vendesi”; oggi ringrazio il mio io interiore che mi consiglia quasi sempre nel modo giusto 😉

Il Pianista è un ladro professionista, così chiamato a causa delle sue belle mani dalle dita lunghe e affusolate; è la notte dei Re Magi a Bellano e in occasione della festa egli pensa di riuscire ad arraffare qualche soldo, qualche orologio da taschino e qualche altro oggetto di valore. Ma il Pianista non ha fatto i conti col tempo; e con la casa con fuori esposto il cartello “Pianoforte vendesi”. Una casa apparentemente disabitata e quindi probabilmente ricca di oggetti da poter rubare; una manna dal cielo, dato che il maltempo rovina la festa, ai bellanesi e al Pianista.
Così il ladro entra in questa casa, ma non è solo: una dolce, anziana signora, vi dimora. Un’anziana con un unico grande amore: la musica.
Una storia molto dolce e molto carina, con un po’ di suspance e un po’ di mistero. Il tutto concentrato in sole 88 pagine, che io personalmente ho letto in meno di quaranta minuti. Molti potrebbero dire che la brevità sia il punto debole di questo libro; io non sono d’accordo, in quanto più pagine avrebbero solamente “allungato il brodo”. Così, invece, la storia è densa, quasi frenetica; una meraviglia.
Qualcuno magari può pensare che questo racconto non abbia un senso; e ci può stare. Ma perchè, una storia deve per forza avere un senso? Io sono dell’idea che un racconto (o romanzo, ecc) possa esser scritto per il puro piacere di farlo, per il puro piacere di raccontare una storia, appunto. Diaciamocela giusta: quanti romanzi vengono scritti senza avere un vero senso?! Raccontano una storia, magari portano il lettore in un altro mondo e lo fanno viaggiare con la fantasia; ma non necessariamente devono avere un senso, qualcosa che si possa definire “un insegnamento”!
A me, questo racconto è piaciuto molto: ho apprezzato lo stile di Vitali, da leggere con attenzione a causa della numerosa punteggiatura; non per questo però ho avuto difficoltà, anzi la lettura è scorrevole e accattivante. La storia raccontata è davvero molto carina, mi è piaciuta la sua originalità e, sinceramente, mi ha lasciato una piccola grande emozione.
Consigliato!