Ricominciamo: recensioni del nuovo anno!

Buongiorno!

É da tanto, tantissimo tempo che non pubblico sul mio blog! Innanzi tutto, colgo l’occasione per fare a tutti indistintamente tanti cari auguri di buon anno nuovo, sperando che abbiate passato le feste nel migliore dei modi 🙂

Mi ritrovo qui ancora a condividere con voi le mie recensioni di povera ragazza che non sa nulla di esse, ma che prova costantemente a scriverle…

Ma presto, questo blog mi sarà utile anche per condividere un mio piccolo progetto personale che non ha nulla a che vedere con i libri, ovvero La Bottega di una Lou; non vi anticipo nulla, ma se volete venire a visitarmi vi accoglierò calorosamente!

Dunque, passiamo alle cose importanti…le recensioni! Rispetto a quelle che ho già pubblicato su qLibri, sono un pochino indietro: piano piano cercherò di mettermi in pari ^_^

Vi auguro una buona lettura e mi auguro che col nuovo anno riuscirò a trovare più tempo (e quindi più costanza) nell’aggiornare questo piccolo spazio nel megamondo di internet…. ♥

TEMPI TERRIBILI di SERGIO L. DUMA

Dunque…forse per la prima volta ho serie difficoltá nel cominciare una recensione. Non perché questo romanzo non mi sia piaciuto, tutt’altro! Ma perché fare un riassunto quantomeno comprensibile di questa trama….mi risulta impossibile. O meglio: impossibile fare un riassunto che non mi faccia sembrare pazza. E questo é “Tempi terribili”: un romanzo pazzo, psicopatico e psicotico, mozzafiato e psichedelico.

Premettendo il fatto che non mi sono mai drogata (meglio puntualizzarlo!), “Tempi terribili” é un po’ come farsi una pista di coca…o forse di LSD? (Ammesso che di quest’ultimo ci si possa fare una pista; come dicevo, non sono un’intenditrice :P)
“Tempi terribili” è cosí; assolutamente fuori di senno: una trama incredibilmente contorta, un romanzo sessualmente disinibito (e basta leggere il primo capitolo per capirlo); tutto in “Tempi terribili” é, per usare un eufemismo, “fuori dalla divina grazia”…insomma gente, diplomaticamente direi che questo romanzo é una bomba. Piú terra a terra, mi esprimo con «É una gran figata!».

Personaggi fuori dall’ordinario e che non hanno nulla in comune, si trovano invischiati in un unico vortice frenetico di avvenimenti che li (e vi) lascerá senza il tempo di respirare e capire.

Un romanzo pazzesco.
A metá ero un po’ infastidita dal ripetersi di «sono arrivati i tempi terribili» e simili; ma poi…qualcosa ha iniziato a prender forma. Un’idea. E quell’idea si è insinuata nella mia mente, cominciando a farmi temere questi tempi terribili. E poi…e poi volevo saperne di piú, sempre di piú. Mi sembrava di capire cosa c’era sotto, ma non afferravo del tutto quell’idea che mi stavo facendo e che mi stava “intrippando” il cervello.

Lo stile dell’autore mi é piaciuto molto; la lettura é scorrevole e complicata allo stesso tempo.
Un unico, piccolissimo appunto lo devo fare per la mancanza di qualche spaziatura quando cambia il personaggio di cui si parla; o almeno, questo é l’appunto che avrei fatto quando ero ancora nella prima metá del romanzo.
Ora, ho come il sospetto che la mancanza di spaziatura sia dovuta alla volontá dell’autore di creare ancora piú caos. Geniale!

Vi lascio con un paio di citazioni…super 🙂

“Si vede che vorrebbe portarsela a letto e lei ci starebbe pure. Non é la Venere Supersonica? E la Venere Supersonica é tosta e disinibita. La disinvoltura sessuale é parte del personaggio, no? Oddio, ora tanto tosta e disinibita non si considera, peró. Colpa di quel cazzo di Gesú Cristo.”
[e qui la sottoscritta, dopo una grassa risata, ci ha aggiunto un bell’«amen»]

“Fatima Kamikaze é l’amichetta che fa per voi! Per meglio far emergere i vostri sani, divertenti, esagerati, piccoli istinti terroristici! Disponibile in tutti i negozi! Uccidete mamma e papá con Fatima Kamikaze!”
[…..ahahah!]

Ecco alcuni esempi di quanto pazzo sia “Tempi terribili”.
Lo adoro.

2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 2.100 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 4 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Nuova recensione…divinità americane ;-)

Ehilà, ciao a tutti! Questa recensione l’ho scritta già qualche giorno fa, ma ho avuto poco tempo per pubblicarla qui (sto lavorando ai pensierini di Natale!)

Quindi…vi lascio alla rece, buona lettura!

AMERICAN GODS – Neil Gaiman

Shadow non ha avuto vita facile: da giovane, prima di svilupparsi, era vitima dei bulli della scuola; poi, la madre lo lasciò che lui era solo un sedicenne. Solo dopo aver sposato Laura la sua vita sembrava aver preso una giusta piega; fino al giorno della rapina. 3 anni di carcere, di interminabile e faticosissima prigionia. Nulla lo teneva a galla come il pensiero di riabracciare la moglie; ma ora che Laura è morta e lui in libertà…cosa se ne deve fare Shadow?
Sarà l’enigmatico signor Wednesday, incontrato per caso (ma sarà davvero così?) a dare uno scopo alla sua vita resa ormai vuota dalla perdita dell’unica persona in grado di donargli gioia che, tra l’altro, si fotteva pure il suo migliore amico. Shadow inizierà così a lavorare per Wednesday il cui vero nome è in realtà quello di una divinità: propio così, Shadow si troverà a lavorare per gli dèi; per quelli dalla parte del giusto o no? Ma poi cosa è giusto? Il nostro protagonista vivrà un viaggio pazzesco, alla ricerca della giustizia ma soprattutto della verità su sè stesso e su tutto ciò che gli accade. Pagina dopo pagina la vicenda prenderà un’inaspettata piega e Shadow si troverà più a doversi guardare le sue di spalle, che quelle degli dèi da cui è stato ingaggiato.
La guerra è vicina….chi ne uscirà vincitore?

Dunque…prima di scrivere questa recensione, ho dovuto meditare non poco; il romanzo è a dir poco sorprendente, originale e…ricco. Sì, ricco di dettagli, di fantasia, di descrizioni e dialoghi ai limiti dell’assurdo, tanto da risultare qualche volta grotteschi.
In generale, devo proprio dire di aver amato ogni singola maledettissima pagina di questo romanzo. In più:

– ho amato Shadow, (tra l’altro immaginarmelo come il cantante dei Nightwish, non ha aiutato a non innamorarmene), la sua intelligenza e arguzia, la sua bontà d’animo e il suo amore sincero per Laura. Mi è piaciuto molto il suo personaggio, pregi, difetti, fortune e sfighe compresi;

– ho amato quell’imbroglione, nonché pazzo scatenato, di Wednesday, benché abbia trovato la sua figura piuttosto spregevole. Tuttavia il suo senso dell’umorismo ai limiti del cinismo mi hanno davvero fatto fare grasse risate;

– ho adorato tutte le divinità descritte, dalle più conosciute (Horus, Bastet, Thot, Odino, ecc ecc) alle sconosciute; naturalmente, tutte dalla parte degli dèi dimenticati. Le divinità nuove, teoricamente inventate (anche se, parlare di invenzione in un simile romanzo…è davvero difficile e le mie parole risultano essere più esilaranti di tutto l’intreccio messo su da Gaiman 😉 ) le ho piuttosto detestate.

Potrei scrivere ancora per molto, ma in verità non riuscirei mai a descrivere pienamente la bellezza di questo romanzo e la ricchezza di dettagli e descrizioni; indubbiamente è una storia mooolto particolare e nettamente….mooolto ben scritta!

Per concludere, vorrei citare una minuscola parte introduttiva (per così dire) che Gaiman stesso pone all’inizio del suo romanzo, intitolandola “Avvertenza per i viaggiatori”:

“Non è una guida, questo libro, ma un’opera di narrativa, e sebbene nella narrazione emerga una geografia degli Stati Uniti che non è completamente inventata -molti luoghi esistono e vi sono sentieri che possono essere percorsi o tracciati- mi sono preso qualche libertà, meno di quelle che si potrebbe pensare, però me le sono prese.
Non ho chiesto a nessuno autorizzazioni a inserire attrazioni turistiche che esistono davvero: è probabile che i proprietari di Rock City, della House on the Rock e i cacciatori che possiedono il motel al centro dell’America si stupiscano di vederli qui.
Di altri luoghi, invece, ho cambiato l’ubicazione: la città di Lakeside, per esempio, e la fattoria con il frassino a un’ora da Blacksburg. Chi vuole potrà provare a cercarle, e magari le troverà.
Va da sé che tutte le persone, vive o morte, nominate nel libro, sono frutto della mia immaginazione, oppure usate in modo immaginario. Soltanto gli dèi sono reali.”

Non penso ci sia altro da aggiungere, qui Gaiman rende benissimo l’idea di questo favoloso romanzo…in particolare con la frase finale.
Concludo dicendo che ho apprezzato lo stile di Gaiman (che ormai rientra nella mia personale top five degli autori) e la storia raccontata: quest’uomo è un pozzo inesauribile di idee; balzane, magari, ma sorprendentemente…come dire? Fantasiose!
Inoltre, non si commetta l’errore di considerare questo romanzo come una semplice storiella (che poi, dati i tantissimi dettagli, non è nemmeno poi così semplice), poichè lancia dei messaggi importantissimi e molto belli. Vi auguro di riuscire a coglierli.
Altrimenti, vi godrete comunque un’ottima storia!

Mamma: istruzioni per l’uso [Recensione]

Ciao a tutti! Oggi sono qui per parlarvi di un piccolo manuale che ho appena finito! Per sapere se mi è o no piaciuto…vi basta leggere la mia recensione, naturalmente! =)


Titolo:
Mamma: istruzioni per l’uso

Autore: Deborah Fasola

Anno: 2012

Editore: Libro Aperto Edizioni

Collana: Tiny Books

Genere: Manualistica

Acquisto: Amazon, Sito dell’editore

“Mamme: istruzioni per l’uso” è un piccolo manuale di facile e veloce lettura che apprezzerete sicuramente. L’autrice, Deborah Fasola, guida il lettore passo dopo passo: partendo dalla scoperta di esser mamma, alla presa di coscienza, ai 9 mesi di interrogativi, al parto e…”al dopo-parto”.
Questo manuale, che potrete gustarvi in una mezz’oretta, prende il lettore (che sia maschio o femmina!) per mano e lo accompagna alla scoperta di uno dei più grandi misteri dell’uomo e del mondo: la maternità! Con grande ironia, Deborah racconta (anche se non in prima persona) la sua bella esperienza di mamma, si confida e consiglia pur senza mai pretendere che tutto e tutti siano uguali a lei e a ciò che ha vissuto col suo bambino, ma anzi sottolineando l’unicità di ogni gravidanza per ogni donna. Con questo manuale infatti, Deborah non si permette mai di dire cosa fare o non fare, ma cerca solo di dare la sua opinione su cose che, in linea di massima, sono comuni a tutte le donne (leggi: mamme!).
Il tutto, con uno stile ironico e leggero, che rendono la lettura un vero spasso! Da sottolineare che la simpatia con cui è condito questo manualetto, non ridicolizza quello che è il messaggio profondo che Deborah vuole trasmetterci ad ogni pagina, ma anzi lo rende ancora più intenso: essere madri è un grande dono e nonostante le difficoltà, i dubbi e le paure, questo ci farà amare ancora di più noi stesse, il nostro compagno e il frutto del nostro amore.
Sia che siate giovani donne come me, sia che siate già donne mature con alle spalle una famiglia o anche soggetti del sesso opposto, io vi consiglio vivamente di prendere questo simpatico manuale e concedervi una mezz’ora di pura simpatia e dolcezza; perchè quando si parla di mamme e bambini, la dolcezza non può che essere infinita.

Recensione di un libro che è come un caffé: corto ma intenso!

Salve a tutti! Mi sono ritrovata ad interrompere la lettura di American Gods di Gaiman per un libro che chiamerò…pausa caffè 😉
Buona lettura della recensione a tutti!
Ps. vi ricordo che se cliccate sull’immagine, verrete reindirizzati alla recensionesu qLibri =)

Dunque, l’acquisto di questo libro è stato pressoché casuale. Ieri sera (27/10/’12) mi sono ritrovata ad assistere ad un incontro con Andrea Vitali: non lo conoscevo come autore (Galeotto fu il collier so esser suo, ma non mi sono mai particolarmente interessata, non ritenendolo il mio genere) e quindi la mia presenza all’evento è stata pura curiosità.
Vitali si è dimostrato da subito una persona molto simpatica, in grado di grande empatia col suo pubblico; mi sono trovata così cioinvolta dai suoi frizzantissimi aneddoti, la maggior parte dei quali usati all’interno dei suoi romanzi.
Ma ad attirarmi veramente, ad un certo punto, è stata la domanda di una signora del pubblico:
«Da dove le è venuta l’idea per “Pianoforte vendesi”? Un libro così distaccato dal suo solito genere eppure così bello?»
É stato amore.
Se fino a quel momento avevo deciso di provare ad acquistare “Olive comprese” e provare a leggerlo, quella domanda ha fatto scattare in me l’irresistibile desiderio di possedere “Pianoforte vendesi”; oggi ringrazio il mio io interiore che mi consiglia quasi sempre nel modo giusto 😉

Il Pianista è un ladro professionista, così chiamato a causa delle sue belle mani dalle dita lunghe e affusolate; è la notte dei Re Magi a Bellano e in occasione della festa egli pensa di riuscire ad arraffare qualche soldo, qualche orologio da taschino e qualche altro oggetto di valore. Ma il Pianista non ha fatto i conti col tempo; e con la casa con fuori esposto il cartello “Pianoforte vendesi”. Una casa apparentemente disabitata e quindi probabilmente ricca di oggetti da poter rubare; una manna dal cielo, dato che il maltempo rovina la festa, ai bellanesi e al Pianista.
Così il ladro entra in questa casa, ma non è solo: una dolce, anziana signora, vi dimora. Un’anziana con un unico grande amore: la musica.
Una storia molto dolce e molto carina, con un po’ di suspance e un po’ di mistero. Il tutto concentrato in sole 88 pagine, che io personalmente ho letto in meno di quaranta minuti. Molti potrebbero dire che la brevità sia il punto debole di questo libro; io non sono d’accordo, in quanto più pagine avrebbero solamente “allungato il brodo”. Così, invece, la storia è densa, quasi frenetica; una meraviglia.
Qualcuno magari può pensare che questo racconto non abbia un senso; e ci può stare. Ma perchè, una storia deve per forza avere un senso? Io sono dell’idea che un racconto (o romanzo, ecc) possa esser scritto per il puro piacere di farlo, per il puro piacere di raccontare una storia, appunto. Diaciamocela giusta: quanti romanzi vengono scritti senza avere un vero senso?! Raccontano una storia, magari portano il lettore in un altro mondo e lo fanno viaggiare con la fantasia; ma non necessariamente devono avere un senso, qualcosa che si possa definire “un insegnamento”!
A me, questo racconto è piaciuto molto: ho apprezzato lo stile di Vitali, da leggere con attenzione a causa della numerosa punteggiatura; non per questo però ho avuto difficoltà, anzi la lettura è scorrevole e accattivante. La storia raccontata è davvero molto carina, mi è piaciuta la sua originalità e, sinceramente, mi ha lasciato una piccola grande emozione.
Consigliato!

Recensione: The Awakening di Kelley Armstrong

Bentrovati, amici e amiche…seguaci e non =)

Inserisco una nuova recensione!

The Awakening di Kelley Armstrong

La vita di Chloe Saunders ha subito notevoli cambiamenti, soprattutto dopo la fuga da Lyle House. E, dopo il tradimento di zia Lauren e di qualcuno che pare non essere Tori, non sa più di chi fidarsi; per di più sembra che i ragazzi, Simon e Derek, siano riusciti a scappare. Il punto quindi è: come uscire da quel labirintico edificio quale è la sede del Gruppo Edison? Prima che l’occasione le si presenti, Chloe avrà modo di scoprire dettagli sull’esperimento “Genesi II”, dove troverà informazioni che la riguarderanno personalmente; inoltre, parlerà con un inquietante spirito di una semidemone la quale aggiungerà altri interrogativi a quelli che Chloe ha già.
Infine, dopo alcuni giorni di reclusione, la nostra piccola negromante avrà l’occasione per mettere il naso fuori e tentare la fuga. Riuscirà a sfuggire a quella strega della madre di Tori, al criptico professof Davidoff e a sua zia?

Davvero una piacevole lettura! Avevo divorato il primo romanzo della serie “The darkest powers”, benchè all’inizio fossi davvero scettica; invece mi sono ritrovata a finirne uno e a volere subito l’altro!
Lo stile di Kelley Armstrong è veramente unico, in quanto l’autrice sa rendere un intero romanzo frenetico, interessante e coinvolgente; il ritmo è quasi insostenibile, in quanto i protagonisti vivono in una fuga continua e cercano sempre di evitare i problemi (che invece, com’è ovvio che sia, abbondano!)
La caratterizzazione dei personaggi è ottima, più di una volta mi sono immaginata il burbero colosso di Derek o il biondino dai lineamenti asiatici quale è Simon. Purtroppo, mi sono anche immaginata quella vipera di Tori che, se fossi stata io Chloe, avrei già strozzato con le mie mani; ma naturalmente la nostra protagonista è troppo buona e corretta per cose simili, così devo limitarmi a mandarle entrambe (per forza di cosa!) a quel paese… =)
Questo libro lo vedo più che altro come una sorta di “romanzo di passaggio”: sì, i nostri personaggi fanno qualche scoperta e ritrovano qualcuno di cui avevano bisogno, ma il 95% è basato sulla fuga e sulla ricerca di un posto sicuro in cui potersi nascondere. Ad ogni modo, l’ho trovato molto bello e l’ho divorato; il mistero si infittisce sempre più e io devo pure aspettare il terzo per sapere come andrà a finire (perchè sinceramente, spero che finisca con tre!)
Lo consiglio a chi volesse leggere un fanasy piuttosto buono, in cui ci sono sì creature soprannaturali (streghe, licantropi, negromanti, semidemoni) ma dove la storia ha una piega interessante e, credo ma non ci giurerei, mai vista. Della serie: W i libri non-fotocopia…e chi ha orecchie per intendere, intenda!

[Di solito non sono così polemica, chiedo scusa!]

Altre recensioni della zia Lou!

Ehilà, salve gente =)

Ormai aggiorno questo blog solo per pubblicare le mie recensioni 😛 non ci posso far nulla, non mi va di scrivere altro =)

Allora..vi lascio alle due nuove recensioni, a presto!!!

L’ombra della verità di Karin Slaughter

Il corpo di una prostituta giace inerme in un lago di sangue; la violenza carnale e le sevizie subite hanno sfogo in un unico gesto che spiega da solo quanto la vittima abbia sofferto: la lingua le è stata brutalmente strappata.
Sulla scena accorre la polizia di Atlanta e, in particolare, del caso se ne occupa l’agente Michael Ormewood; il quale non potrà dirsi propriamente felice quando gli verrà affiancato l’agente speciale Will Trent del Georgia Bureau of Investigation. Tuttavia, l’aiuto del tranquillo energumeno quale è Will Trent pare indispensabile, soprattutto dopo che la vicina quindicenne di Ormewood viene trovata morta a casa di lui con la lingua tagliata di netto.
Questo romanzo è fantastico e mi ha solo confermato la bravura della Slaughter nello scrivere ottimi thriller che sanno come tenere il lettore col fiato sospeso, pur sapendo da prima dei protagonisti chi sia il colpevole e come siano andate realmente le cose. Forse è anche questo il suo punto di forza: il fatto che al lettore vien voglia di urlare al povero Trent o all’agente Polanski di guardarsi le spalle da……beh, non posso dirlo 😉
Lo stile di Karin Slaughter secondo me è spettacolare, la lettura è scorrevolissima e piacevole e non ci si annoia mai, nonostante le mille informazioni da cui viene bombardato il lettore.
Questo romanzo è vivamente consigliato agli amanti dei thriller, soprattutto a coloro i quali stiano cercando un autore (in questo caso, autrice) in grado di descrivere scene raccapriccianti e di una violenza inaudita, con una facilità e una spensieratezza senza paragoni.
Ho già letto anche il secondo della Slaughter (purtroppo, prima di “L’ombra della verità”) e senza ombra di dubbio leggerò anche il terzo!

Oltre lo specchio di Giorgio Guaiti

La copertina cita “Una finestra su Milano fra XX e XXI secolo”….e questo libro è davvero una finestra su quella Milano ai più sconosciuta; o forse ben conosciuta ma mai presa seriamente in considerazione dai quotidiani. Mi verrebbe da dire, vagabondando con la mia mente, che questo libro raccoglie fatti di ordinaria quotidianità e proprio per questo a modo loro speciali, unici e di grande rilevanza…almeno per noi “comuni mortali”.

Giorgio Guaiti, giornalista per “Il giorno”, scrive con pungente ironia di tanti temi, ognuno dei quali risulta essere parte di uno spaccato di vita; il risultato di questa (se così vogliamo chiamarla) raccolta di articoli, è un’acuta e sarcastica osservazione della società milanese e, più genericamente, della società tutta.

Se mi è piaciuto? Diamine, sì! Ho trovato questo libro assolutamente realistico (ed è quello che è, infatti) e molti articoli mi hanno fatta riflettere; spesso mi hanno fatta sorridere amaramente, facendomi pensare che dietro all’ironia di quelle parole così accuratamente scelte, spesso si cela un mondo che non è così distante da noi, dai nostri ritmi frenetici e dalla nostra società moderna……moderna di nome, anche se non sono così sicura lo sia anche di fatto.

Gli articoli sono suddivisi in capitoli, ognuno dei quali si occupa di un certo tema:
– In casa
– In strada
– Al lavoro
– A scuola
– Al bar (e dintorni)
– Per sport
– In ferie
– Il progresso tecnologico
– A parole
– La città

La lettura non risulta mai noiosa e questo penso sia dovuto proprio alla sottile ironia presente in ogni articolo, nonchè alla “vicinanza” dei temi trattati: per intenderci, nonostante l’ironia, non avrebbe avuto lo stesso effetto se gli articoli avessere parlato di fisica quantistica! Ognuno di noi può sentirsi chiamato in causa in ognuno degli articoli. Leggere questo libro è stato anche meglio che leggere un romanzo: nonostante il filo logico fosse solo legato ai temi dei vari capitoli, la lettura mi ha appassionata, lo stile di Guaiti mi ha rapita, i temi trattati hanno lasciato un bellissimo ricordo nel mio cuore nonché un grande spunto per parecchie riflessioni.

Lettura vivamente consigliata!

Nuova recensione: Shadowhunters – Città di cenere

Ciao gente, come ve la passate? Io ho finito un altro romanzo e ne ho già iniziato un altro, ma ho preso un qualche strano virus e sinceramente non sono molto in forma!

Vi lascio alla recensione (un po’ breve) che sicuramente è più interessante del mio stato di salute, eheh 😉

Shadowhunters- Città di cenere di Cassandra Clare

Mi aspettavo un risvolto; un risvolto serio. O meglio, mi aspettavo che il secondo capitolo di questa saga così ampiamente elogiata, fosse qualcosa che prendesse il lettore e dicesse «ok, adesso ti obbligo a comprare tutti i libri successivi perchè non puoi più fare a meno di questi personaggi, delle loro storie in quanto tutto è fin troppo intricato, originale ed imprevedibile». Invece no. Per molti aspetti, anche questo romanzo come il primo, pecca di prevedibilità che per me, purtroppo, non è più accettabile in un romanzo fantasy.

É altrettanto vero però, che l’ho letto velocissimamente, per cui….in parte mi è sicuramente piaciuto (infatti, sono una che se non apprezza nemmeno in minima parte un libro…ci mette una vita e mezza a finirlo XD)

Quindi…che dire? In questo secondo romanzo della Clare scopriamo i doni particolari di Jace e Clary, ma il mistero non viene svelato del tutto: che esperimenti avrà fatto Valentine per rendere i figli così speciali?
Una cosa che ho apprezzato molto è stata la bravura della Clare nel caratterizzare il personaggio dell’Inquisitrice: in tutto e per tutto una vera vipera, st****a e accecata dall’odio! Si redimerà mai…? Questo sta a voi scoprirlo.
In linea di massima, non credo che acquisterò il terzo volume; però è probabile che lo prenderò in biblioteca: a modo suo, un po’ di curiosirtà l’ha risvegliata in me. Non abbastanza da voler disperatamente acquistare il seguito, ma nemmeno così poco da volerlo lasciar perdere totalmente. Unica cosa: sono consapevole che quando leggo questa saga, ho di fronte una lettura poco impegnativa e quasi rilassante, nulla che richieda un particolare uso di neuroni 😉

Recensioni: perchè ciù is meglio che uan =)

…ciao =)

Come state, tutto bene? Io abbastanza dai…sto divorando un sacco di libri, ma il problema è che comunque il numero di libri nuovi non diminuisce; naturalmente, questo è dovuto al fatto che continuo ad acquistare. Ma non sono preoccupata. Non per i momento, eheh!

Vi lascio alle mie due nuove recensioni, spero siano di vostro gradimento =)

Jeffery Deaver – LA CONSULENTE

Taylor Lockwood è una brillante giovane che lavora per la Hubbard, White & Willis, un rinomato studio legale di New York. L’altra sua grande passione è la musica jazz, che coltiva suonando in alcuni locali.
La sua vita è abbastanza tranquilla, fino a quando Mitchell Reece, intrigante avvocato del suo studio, le affida un importantissimo compito, chiedendole la massima riservatezza. Così, l’affascinante Taylor, si trasformerà ben presto in una spia e detective privata, scoprendo che dietro alla facciata di quegli “uomini della giustizia”, spesso si nascondono delle persone tutt’altro che giuste, capaci di ricorrere ai mezzi più subdoli per vincere le loro lotte di potere o, peggio, persone che nascondono vizi e depravazioni che di legale non hanno proprio nulla.
La sua attività però, la metterà spesso in pericolo. E quando tutto vi sembrerà concluso….non preoccupatevi, perchè non lo sarà per davvero.

Che dire?! Dunque, cominciamo dicendo che sono totalmente di parte, in quanto amo Jeffery Deaver e la sua mente brillante, che partorisce sempre (o quasi) dei romanzi intricati che ti permettono di oliare gli ingranaggi della mente, spesso assopiti dalla tranquillità e banalità della vita quotidiana.
Il mio problema con Deaver è che non sono mai riuscita ad azzeccare chi fosse il colpevole, il che mi ha sempre inviperita in maniera incredile; beh, mai….fino a questo romanzo! Non so se è perchè ormai conosco abbastanza Deaver o se perchè ero stranamente “sveglia”, ma ho capito subito chi fosse il mandante e chi avesse architettato tutto! Non capivo però il movente, ma…ehi, non si può capire tutto, no?
Tornando al romanzo, devo dire che mi è davvero piaciuto: la caratterizzazione dei personaggi è eccellente, e il fatto che “l’investigatrice”, del resto, sia una ragazza normale (e non un detective pluridecorato o chessò io!) mi ha coinvolta particolarmente. Così mi sono ritrovata anche io ad indagare su questa famigerata cambiale scomparsa, mi sono ritrovata invischiata nella triste cattiva condotta di molti avvocati illustri e mi sono anche un po’ innamorata.
Lo stile, a mio parere, è impeccabile. Non ho mai avuto problemi a seguire il filo del discorso e ho letteralmente divorato questo romanzo. Ho trovato altresì interessante l’ambientazione, che forse mi ha anche dato da pensare che probabilmente questo “marciume” descritto da Deaver esiste davvero. Ma questa è solo una mia riflessione e supposizione.
Io, ora, vi lascio alle vostre 😉 non perdetevi questo romanzo, ricco di suspense, divertimento (Taylor ha un sarcasmo che adoro!) e di verità nascoste….

Cassandra Clare – SHADOWHUNTERS, CITTà DI OSSA

Non vorrei smontarvi, ma….che delusione! Ok, non è un brutto romanzo: è abbastanza coinvolgente, la storia degli Shadowhunters non è male ma…mi aspettavo di più. Forse a causa delle commenti favorevoli che avevo sentito, non saprei. Fatto sta che quando mi sono ritrovata a scambiare alcuni miei libri con Shadowhunters 1 e 2, ero sicuramente piena di grandi aspettative, la maggior parte delle quali sono andate a farsi benedire.
La storia è quasi quella di sempre, perchè nonostante l’idea dei cacciatori di demoni e altre creature, la storia di fondo potrei riassumerla così: la solita ragazzina che non ha nulla di speciale che all’improvviso comincia a vedere cose che non dovrebbe; il che la coinvolge in una storia apparentemente non sua e, per non farsi mancare nessun tocco di banalità, si trascina dietro l’amico innamorato di lei da quasi una vita (naturalmente, senza che lei se ne accorgesse), mentre lei si innamora del belloccio (e stronzo!) di turno. Tuttavia, questo romanzo non ha solo aspetti “negativi”: come dicevo, l’idea è abbastanza originale, il fatto che gli Shadowhunters utilizzino le rune per proteggersi e/o per attaccare, mi è moto piaciuta. Anche la storia, a tratti, ha dei risvolti interessanti e dei colpi di scena che lasciano in lettore abbastanza sconcertato.
Una cosa che non mi è piaciuta molto è stata la parte finale: a mio avviso il dialogo tra Jace, Valentine e Clary è quasi esasperante, in quanto è una specie di tira e molla continuo; spezzettato qualche volta da gente che entra per uccidere Valentine.
A favore del romanzo, posso dire che l’ho letto in due giorni: se non mi fosse almeno un po’ piaciuto, non sarebbe stato così, l’avrei tirato per le lunghe.
Io penso che il problema non sia il romanzo in sé, ma le aspettative che mi ero creata leggendo i commenti di altri! Probabilmente, senza quelle illusioni, sarei stata molto meno delusa.
Ad ogni modo, consiglio vivamente di leggerlo: agli appassionati del genere piacerà, perchè ha quel pizzico di diversità che lo distingue da molti romanzi post-Twilight!
Io per ora mi dedico al secondo, poi chi vivrà, vedrà!

Alle prossime recensioni, statemi bene!

Nuova recensione: Tre giorni per morire – Karin Slaughter

Ehilà, ciao a tutti!
Scrivo questo articoletto più che altro per tenervi aggiornati sulle mie recensioni su qLibri =) anche perchè leggere e recensire è una delle poche cose belle che mi sono rimaste e che “mi tengono a galla”; e quindi, sono anche le uniche cose di cui parlare…. ^^
Vi lascio alla recensione, a presto!

La scena che Will Trent, agente speciale del Georgia Bureau of Investigation, si trova ad osservare gli suggerisce presto (oltre ad un grande orrore) che le prime valutazioni della polizia di Atlanta sono state….errate.
Non è Emma Campano a giacere inerme in una pozza di sangue col corpo brutalmente martoriato, bensì la sua amica Kayla. Chi è stato? Perchè Emma è ancora viva? E anche se lo fosse…in quali condizioni si troverebbe? Will Trent deve cercare di trovare degli indizi e dei collegamenti il prima possibile…se vuole ritrovare Emma viva.

Purtroppo, devo iniziare dicendo che questo libro si è beccato non poche imprecazioni da parte mia: invece di fare ciò che dovevo, mi sono completamente dedicata a lui! E così, l’ho finito in due sere e mezza. Mi è piaciuta la storia e ancora di più la caratterizzazione di scene e personaggi. In un certo senso, mi sembrava di essere lì mentre i fatti si svolgevano. Io ragionavo con Will Trent, io pensavo a cosa volesse il rapitore di Emma insieme alla madre e sempre io volevo premere il grilletto e farlo fuori quando viene identificato. Insomma, ero parte del romanzo, ero uno dei personaggi! Questa è, secondo me, la grande forza di questo romanzo: farti sentire parte della storia. Questo credo sia dovuto al fatto che l’autrice è in grado di descrivere minuziosamente scene ed emozioni pur senza risultare mai noiosa, banale e scontata.
Consiglio vivamente questo romanzo agli amanti del thriller, innanzi tutto perchè mette bene in evidenza la sofferenza di una famiglia all’apparenza perfetta; una sofferenza che, a differenza di quello che ci sembra di notare in molti altri romanzi/film di questo genere, non cessa di esistere a caso risolto. Inoltre, consiglio questo romanzo per la grande capacità che ha di tenere il lettore incollato alle sue pagine, facendolo agitare e palpitare come se lui stesso stesse indagando a fianco di Will Trent e della sua partner.